La rivoluzione digitale sta abbattendo la distanza fra il mondo fisico e quello “online”. I nostri dati, briciole digitali che disseminiamo con le nostre attività quotidiane, diventano la materia prima con cui dare forma al paesaggio che andremo ad abitare. Nel bene e nel male. Una società più misurabile potrà essere più consapevole o più manipolatrice. Più democratica o più autoritaria. Potremo essere più liberi o più sorvegliati. Cosa fare per spingere nella direzione giusta? Cercherò di farmi capire con qualche esempio concreto di “big data analytics for social good”.

Pioniere della big data analytics, ovvero l’analisi delle tracce digitali delle attività umane per comprendere la complessità sociale. Dirige con Fosca Giannotti il KDD LAB – Knowledge Discovery and Data Mining Laboratory, centro congiunto fra l’Università di Pisa e l’IST dell’Informazione del CNR. Il tema centrale delle sue ricerche è il “social mining” e l’impatto dei big data sulla società: smart cities, mobilità, reti sociali ed economiche, etica e privacy, democrazia. È un fondatore della laurea magistrale in Business Informatics dell’U di Pisa, corso di studi internazionale per formazione di “data scientist” interdisciplinari, e dello European Laboratory on Big Data Analytics and Social Mining. È stato professore visitatore al Center for Complex Network Research della NE U, a Boston (2009-2010) e alla U. of Texas ad Austin (1989-90), al CWI Amsterdam (1993) e ad UCLA (1995). Nel 2009, ha ricevuto un Google Research Award per le sue ricerche su “privacy-preserving data mining”.

This talk was given at a TEDx event using the TED conference format but independently organized by a local community. Learn more at http://ted.com/tedx